Centro di diagnosi prenatale e medicina fetale

31 maggio 2017

Il Centro di Diagnosi Prenatale della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Cagliari prevede per tutte le gestanti un percorso articolato in diverse tappe.

La prima tappa (da 6+0 a 10+6 settimane) è finalizzata alla corretta datazione della gravidanza iniziale mediante lo studio biometrico e morfologico dell’embrione con ecografia transvaginale tridimensionale.

La seconda tappa (da 11+0 a 13+6 settimane) è finalizzata ad individuare le gravidanze con alto rischio di patologie genetiche e/o cromosomiche fetali e quelle con alto rischio di preeclampsia. Comprende la misurazione ecografica della Translucenza Nucale, la verifica della presenza dell’Osso Nasale, la Flussimetria Eco Color Doppler delle arterie uterine e la misurazione della pressione sanguigna, l’esecuzione del Quadri-Test (secondo le linee guida della Fetal Medicine Foundation mediante operatori accreditati) e la consulenza genetica. In questa tappa è previsto uno studio precoce dell’anatomia fetale con esame transvaginale tri e quadridimensionale.

La terza tappa è rappresentata dalla Diagnosi Prenatale Invasiva (mediante Villocentesi o Amniocentesi) eseguita sulle pazienti con alto rischio di patologie genetiche e/o cromosomiche fetali che abbiano espresso la volontà di eseguire un approfondimento diagnostico.

La quarta tappa è rappresentata dallo studio dell’anatomia fetale (ecografia morfologica tridimensionale)  che si esegue intorno alla 20° settimana e può essere anticipato alla 16° settimana su indicazione genetica.

La quinta tappa comprende gli approfondimenti diagnostici nelle gravidanze ad alto rischio mal formativo, infettivo o di iposviluppo fetale (Funicolocentesi, Ecocardiografia fetale, Accrescimento e  Flussimetria Eco Color Doppler Materno-Fetale, Risonanza Magnetica Fetale).
 
L’ultima tappa è il follow-up neonatale che prevede la raccolta dei dati relativi al parto e al neonato.

Presso il Centro di Diagnosi prenatale vengono eseguite routinariamente villocentesi, amniocentesi e funicolocentesi ,mediante protocolli finalizzati alla riduzione del rischio di aborto legato alla procedura invasiva. A fronte del rischio di perdita fetale riportato dalle linee guida nazionali e internazionali ( 1:100 o 1:250 ) presso il nostro Centro il rischio di perdita fetale è stimato intorno a 1:1000 circa . Tale basso rischio è ben documentato da un attento follow-up durante l’ecografia morfologica fetale bi/tri/quadri dimensionale che offriamo sempre a tutte le pazienti sottoposte a Diagnosi Prenatale Invasiva intorno alla ventesima settimana di gestazione.   

Allegati
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  PDF Schema del percorso diagnostico prenatale